mercoledì 20 novembre 2013
mercoledì 13 novembre 2013
OMAGGIO DI SAN SIRO A MORATTI
L’OMAGGIO DI SAN SIRO – Finisce una storia come poche ha saputo raccontarne il mondo del calcio italiano. Una favola durata diciotto lunghi anni fatta di vittorie, sofferenze, rabbia, battaglie e prima di tutto passione, un amore vero che scrive una bella pagina di sport. Lo stadio San Siro, il suo San Siro, lo omaggia, in curva Nord appare all’inizio dell’incontro uno striscione, con un messaggio che abbraccia tutti i tifosi: “Le gioie più grandi le sofferenze più imbarazzanti. 18 anni di gestione racchiuse in quelle 12 domande. Spesso la abbiamo attaccata, ma mai abbandonata… Nonostante tutto qualcosa ci accomuna, l’amore per l’Inter, Innegabile… L’essere troppo tifoso che a volte è deleterio. Ora attendiamo curiosi… Ma intanto grazie di tutto Presidente, se lo merita. In fondo le abbiamo voluto bene”. Subito dopo un lungo applauso, e un coro, semplice, elementare, ma carico di significati:
“Un presidente, c’e’ solo un presidente”.
LIBRO DI UN FENOMENO
Ben lungi dall'essere un libro "pubbliciario" e autocelebrativo, "Capitano e gentiluomo" è il primo bilancio di vita tracciato da un uomo arrivato alla soglia dei 36 anni; il suo guardarsi dentro rende partecipe i tifosi e sensibilizza su un mondo che appare dorato ma che, a volte, come nel caso di Javier, può celare impegni sociali non sbandierati ai 4 venti. Un esempio è proprio l'impegno che Zanetti e la moglie hanno deciso di intraprendere per aiutare chi ne ha veramente bisogno (nel libro è illustrato al meglio ciò che la Fondazione realizza ma si comprende ciò che per lui la Fondazione rappresenta, sia per il suo compito che per la sua importanza).
Tutto ciò che è stato Zanetti, dalla bocciatura nei provini della sua squadra del cuore, i diavoli rossi dell'Independiente che lo trovarono gracilino, all'esperienza di muratore con il padre (la sua famiglia non era agiata), fino a diventare un punto fermo della nazionale Argentina e dell'Inter è raccontato con passione; e proprio la sua passione fece si che appena 21enne raggiungesse in punta di piedi, addirittura con le scarpe in una borsa di plastica, grandi traguardi. Non poteva essere diversamente, considerando che il giocatore a cui si ispira è Lothar Matthaus.
Se però vorrete conoscere l'origine dei suoi soprannomi, da “El Tractor” a “Pupi”, dovrete leggere il libro, raccontarlo in poche righe negherebbe il gusto di scoprirlo assaporandolo direttamente dalle sue parole.
Zanetti non dimentica il suo passato, non lo rinnega ma, al contrario, riesce ad esprimere anche tutti gli stati d'animo e le sensazioni che lo accompagnarono in ogni gesto, riuscendo a rendere partecipe e ad attrarre il lettore.
Un libro scorrevole e piacevole che cela i segreti del Capitano nerazzurro e permette di contribuire a una buona causa; un libro che merita di avere un posto d'onore in tutte le librerie.
Autore: Javier Zanetti
Editore: Rizzoli
CAPITANO E GENTILUOMO
Il Capitano nerazzurro, una volta giunto alla 14esima stagione (2008/2009) di militanza nel'Inter, ha deciso di raccontarsi e mettersi a nudo in un'autobiografia di sole 135 pagine; in un volume imperdibile spicca una sola pecca, non compaiono immagini, l'unica è quella di copertina.
Pagina dopo pagina si può apprezzare e conoscere la vita di un giocatore che seppur poco appariscente, è stato in grado di dimostrare di essere grandissimo uomo nella vita privata, e assoluto professionista del gioco del calcio.
Vale la pena ricordare che, parte del ricavato delle vendite del libro, sarà devoluto alla Fundacion Pupi, la fondazione che lo stesso Zanetti, e la moglie Paula, hanno creato a Buenos Aires per aiutare i bambini più bisognosi e sfortunati.
I 19 capitoli hanno titoli significativi e rendono bene l'idea del filo conduttore della breve opera; unico "lato oscuro" che esula dalla narrazione della carriera calcistica è Martin, la storia di un bambino argentino che, emarginato da tutti e classificato come sordomuto, viene raccolto letteralmente dalla Fondazione Pupi e riacquista la facoltà di udire e parlare.
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